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Loner Household Vol. 2 Cap. VII, Autunno, Sessione 14

 




Uscite dalla Casa attraverso la Prima Soglia, dopo aver attraversato la città di Fuoriporta e il Portico, le ragazze scendono i gradini del Portico, percorrono un tratto della Strada Madre e poi svoltano verso ovest, in direzione del Boschetto, poiché in realtà la loro meta finale è Faeryev.


È l’inizio dell’autunno, ma si tratta di un autunno piuttosto secco: alla fine dell’estate ha piovuto poco e ormai non piove da diversi giorni, cosa insolita per la stagione. Hanno con sé dell’acqua, quindi non incontrano particolari difficoltà,a parte dover schivare qualche foglia ingiallita portata dal vento.


Lungo la strada notano però alcuni funghi marroncini spuntati vicino al sentiero, e iniziano ad attraversare un prato ancora un po’ giallino, con l’erba mezza secca per la mancanza d’acqua estiva. Qua e là crescono piccoli boschetti di funghi.


Viene tirato un crocevia e risulta quello del coleottero smarrito. Per definire ulteriormente il contesto viene pescata una carta dal mazzo dei tarocchi:  la Ragazza di Coppe.


La Ragazza di Coppe rappresenta una persona sentimentale, autenticamente romantica, che ascolta la propria voce interiore e parla con consapevolezza e intuizione. È una figura che potrebbe risultare interessante per Gwen.


Si tira per determinare il popolo della ragazza: si ottiene uno, ed è una Boggart, come Gwen.


Avanzando tra i piccoli boschetti, le ragazze vedono una giovane donna in uniforme verde del Grande Esercito Imperiale, Legione Rigel Phoenix del Tavolo, che si aggira con aria preoccupata.


Quando le vede, la giovane dice:

«Buongiorno, signore.»

Anche se è primo pomeriggio, il saluto è corretto. Poi chiede:

«Avete per caso visto un coleottero rinoceronte molto grande, con una bardatura fatta così e dei finimenti di questo tipo?»


Le ragazze rispondono di no e chiedono spiegazioni.

«Sono un’allevatrice militare,» spiega la giovane donna. «Il coleottero è la cavalcatura del colonnello Ryudlin. Mi è scappato perché è un animale molto nervoso e non sono riuscita a governarlo. Il colonnello si arrabbierà moltissimo se non glielo riporto.»


Poi si interrompe e aggiunge:

«Ah, ma scusatemi, sono molto maleducata.»

Si presenta quindi: «Caporale Lucy Redfall del Grande Esercito Imperiale.»


Lucie è una Boggart piuttosto graziosa e piuttosto alta, con capelli castano chiari raccolti sotto un rigido shako militare, e due begli occhi color nocciola.



Lucy Redfall


Le ragazze si presentano usando i loro nomi fittizi e spiegano che sono dirette a Ponteramo per commerciare residui di metallo e formaggi. Gwen aggiunge che vogliono aiutare la caporale, osservando che mandarla da sola non è stato proprio corretto. Lucy ammette che non è stato un favore, ma che è previsto dal regolamento.


Nadèje e Carlotta inizialmente sembrano voler proseguire oltre, ma acconsentono ad aiutare quando vedono quanto la giovane sia preoccupata.



Si mettono quindi alla ricerca del coleottero rinoceronte. Riusciranno a trovarlo prima che faccia buio?

Si tira: dado chance 4, dado rischio 4. Sì, ma, e si aggiunge un punto al contatore dei colpi di scena.


Il coleottero viene individuato… ma sta combattendo con un altro animale

 🪲🍂

Le ragazze si mettono alla ricerca del coleottero. Effettivamente lo trovano dietro alcuni funghi e un grosso cespo d’erba: lo sentono prima ancora di vederlo. L’animale sta combattendo, cercando di rintuzzare con potenti cornate gli assalti di un ragno violino che si era nascosto sotto una pietra.


Il coleottero carica ripetutamente, ma il ragno è estremamente agile. Cerca più volte di mordere con i cheliceri, ma per il momento la corazza del coleottero lo ha protetto dai colpi più gravi.


Il ragno, però, è molto rapido e si accorge dell’arrivo delle ragazze. Cambia immediatamente bersaglio e attacca una di loro.


Si determina chi viene colpita:

1 Nadèje

2 Carlotta

3 Gwen

4 Lucy


Il risultato è 2: Carlotta.


Il ragno sferra una zampata terrificante contro Carlotta, che viene sbalzata via e ruzzola in mezzo ai funghi. Ha preso una bella botta, ma sta bene, anche grazie al potere rigenerativo del suo sangue nero.


Nadèje si infuria.

«Cos'hai fatto a mia moglie?! Ragno schifoso!»

Si lancia immediatamente nel combattimento, vola intorno all’avversario e colpisce con la lancetta. Il ragno sembra quasi rispondere con una sorta di scherma, usando le zampe e i cheliceri per parare e contrastare i colpi.


Questo però offre al coleottero l’occasione di reagire, e anche Gwen e Lucie non restano ferme. Gwen è già pronta con la sua pistola, mentre Lucie sfodera la mezza forbicina. Volendo, c’è anche Timothy, che ormai è diventato un topotto: non è ancora completamente adulto, ma ha già una dimensione sufficiente per poter incidere in uno scontro.


Dato che c’è anche il coleottero, che è molto grosso, è chiaro che lo scontro pende a favore del gruppo, ma si tirano comunque le conseguenze.


Si tira con vantaggio, perché il ragno è un avversario tosto, ma si trova contro una forte opposizione.Riusciranno a vincere senza conseguenze?

Dadi chance: 4 e 6.

Dado rischio: 4.

Risultato: Sì, e…


La tempesta di colpi costringe il ragno a difendersi e a schivare continuamente, distraendolo. I colpi di Gwen e di Lucie alle zampe lo fanno indietreggiare, e il coleottero, finalmente libero di muoversi, lo carica brutalmente. Una violenta testata lo manda a ruzzolare lontano.


Vedendosi in netta inferiorità numerica, il ragno rinuncia allo scontro e fugge verso il boschetto, scomparendo tra l’erba e i funghi.

 🕷️🪲

Carlotta si mette seduta spolverandosi i vestiti. Nadèje corre a vedere come sta, ma lei si rimette in piedi "Che botta! Ma sto bene, tranquille!" Lucy le ringrazia con un sospiro di sollievo evidente. Si avvicina al coleottero, gli parla a bassa voce mentre gli sistema i finimenti, poi torna verso le ragazze con un sorriso sincero.

«Vi devo davvero molto,» dice. «Se volete, posso accompagnarvi fino all’accampamento. Posso farvi ottenere una piccola ricompensa ufficiale… niente di che, ma almeno non vi farebbe male.»

Le ragazze si scambiano uno sguardo rapido. Nadèje è la prima a rispondere, con un sorriso cortese ma fermo: ringrazia, dice che non è necessario, che hanno fretta di rimettersi in cammino e che preferiscono non attirare attenzioni indesiderate. Carlotta annuisce, apparentemente tranquilla, ma con quell’aria di chi sta già pensando a tre possibili complicazioni future.

Lucy non insiste. Sembra capirlo. Fa un mezzo inchino militare, poi, quasi d’impulso, si avvicina a Gwen. La abbraccia con calore, un abbraccio rapido ma sentito, e mentre si stacca le infila con discrezione un piccolo cartoncino tra le dita.

«Se un giorno capiti dalle parti del campo della Rigel Phoenix… o anche solo se ti va di scrivere,» dice a bassa voce, con un sorriso un po’ timido. «Caporale Lucy Redfall.»

Poi recupera il coleottero, gli dà un colpetto affettuoso sul carapace e si allontana lungo il prato, voltandosi ancora una volta per salutarle con la mano.

Quando è abbastanza lontana, Nadèje guarda Gwen con un sorrisetto eloquente.
«Direi che qualcuno ha fatto colpo.»

Carlotta aggiunge, con tono innocente ma occhi divertiti:
«Sì. E direi anche che non era il coleottero il motivo principale per cui voleva accompagnarci.»

Gwen resta un attimo in silenzio, stringendo il biglietto, poi borbotta qualcosa di poco convinto. Ma il leggero rossore sulle guance la tradisce.

Il Giardino si apre davanti a loro come un mare d’erba alta e sentieri segreti. Le tre ragazze, con Timothy che trotterella attento tra ombre e zolle, avanzano con passo prudente, costeggiando il tronco immenso e spezzato di Dendronaos, l’albero caduto, le cui radici contorte sembrano ancora sussurrare storie antiche.


Quando arrivano sotto il grande davanzale di Faeryev, l’aria cambia. Più tesa. Più sorvegliata.


Una pattuglia di Falciatori emerge dalle felci e dai rovi potati con precisione militare. Li guida un’ufficialessa dalla postura impeccabile, il pastrano color lavanda dell'uniforme ben abbottonato e due occhi viola che brillano con un’intelligenza acuta.


Le ragazze la riconoscono all’istante.

L’hanno già incontrata.


Un istante sospeso. Il travestimento reggerà?

Tiro con vantaggio per l'ottimo travestimento: Dadi Chance 4 e 5, Dado rischio 4: Sì, E... L' ufficialessa le trova anche simpatiche. 

La tenente osserva il gruppo, le lumache da soma, il carico ordinato di metallo e formaggi. I Falciatori controllano senza ostilità, con quella severità pratica di chi fa il proprio dovere ma apprezza le cose ben fatte.


Poi l’ufficialessa annuisce, visibilmente soddisfatta.

«Rifornimenti utili,» dice. «la Corte del Seelie ne ha bisogno.»


Nadèje coglie il momento con naturalezza. Apre una delle bisacce e ne tira fuori una piccola forma di formaggio, stagionata al punto giusto. La porge all’ufficialessa con un sorriso rispettoso.

«Un omaggio. Per ringraziarvi della vostra cortesia e precisione.»


Per un attimo gli occhi viola si addolciscono.

«Tenente Nadia Vokos,» si presenta. Accetta il dono senza cerimonie inutili. «Potete lasciare qui le lumache. Saranno custodite.»


L’ordine viene impartito rapidamente. I Falciatori prendono in carico gli animali e il carico, con efficienza silenziosa.


Le ragazze si allontanano a piedi, alleggerite e con il cuore che riprende a battere a ritmo normale. Timothy fa un piccolo squittio soddisfatto, come se anche lui avesse capito che il peggio, per ora, è passato.


Davanti a loro, finalmente, Faeryev li aspetta.

Dopo aver lasciato le lumache in custodia ai Falciatori, le tre ragazze, Timothy il topo e il loro carico vengono imbragati con corde e cinghie, con una procedura rapida ma sorprendentemente accurata. Due pettirossi cicciottelli dalle piume gonfie e dal piglio professionale, afferrano le funi e sollevano il tutto in volo con uno strappo deciso.


L’ascesa è breve ma intensa. Il vento fischia, Faeryev si apre sopra di loro come una ferita luminosa, e in un attimo attraversano la spaccatura della Grande Finestra, lasciandosi alle spalle il Giardino e le sue ombre.


Una volta al sicuro, a ciascuna delle ragazze viene consegnato un distintivo che le identifica ufficialmente come visitatrici. La tenente Nadia Vokos, salita in volo dietro di loro, mantenendo il suo tono sobrio e militare, le autorizza a muoversi nella zona commerciale.

«Potete recarvi dai mercanti. Siete libere di scambiare la vostra merce.»

Le ragazze si scambiano uno sguardo rapido e concordano senza esitazioni: opteranno per stoffe e miele Entrambe sono merci utili, facilmente rivendibili e poco sospette, perfette per non attirare attenzioni indesiderate.


Con i distintivi ben visibili e Timothy che annusa curioso in giro, si avviano verso il cuore mercantile di Faeryev, pronte a giocare la loro parte anche in questo nuovo, delicato equilibrio.

Girano tra le botteghe di Faeryev con passo misurato, chiedono i prezzi di stoffe e miele, memorizzano nomi, qualità, provenienze. Non comprano subito: osservano, ascoltano, prendono tempo. Intanto, quasi senza darlo a vedere, deviano il loro percorso verso la villa che un tempo apparteneva alla contessa Korlikova.

La zona è presidiata. Ovunque soldati delle Fate Esterne, armature curate, movimenti disciplinati ma non aggressivi. Eppure qualcosa stona in positivo: la popolazione locale, quasi interamente composta da Fate della Casa, non sembra maltrattata. C’è ancora chi abbassa lo sguardo al passaggio delle pattuglie, chi parla a bassa voce, ma la paura aperta no.
La battaglia di Faeryev è lontana ormai più di quattro anni. Le ferite della città sono state riparate, le facciate ricostruite, i mercati di nuovo vivi. La convivenza, pur fragile, appare reale.

Arrivano infine nei pressi della villa.

Ed è lì che assistono a una scena totalmente inaspettata.

Nel giardino, tra cespugli curati e un tavolino di ferro battuto, siedono il visconte Oleg Protopopolov, con un braccio ingessato e tenuto con una fascia, e sua moglie Varvara. Davanti a loro, una teiera fumante e tre tazze sottili. Con loro c’è un ufficiale Fae della Corte del Seelie, in uniforme impeccabile, che conversa con cortesia misurata.

Non c’è prigionia.
Non c’è tensione.
C’è… un tè pomeridiano.

Le ragazze salutano cortesemente e chiedono se si tratta dei coniugi Protopolov. I due rispondono con cordialità si sì e spiegano la situazione.

La verità si ricompone in fretta: Protopopolov non è mai stato rapito. Durante il viaggio si è fermato per aiutare alcuni soldati del Seelie e i loro topi da carico in difficoltà. Nel tentativo di soccorso è rimasto ferito, e i soldati lo hanno quindi condotto a Faeryev per curarlo e, una volta ristabilito, ricondurlo a casa. La coppia non ha dato notizie perché non esiste un servizio di posta tra Faeryev e il resto della Casa, anche per evitare attività di spionaggio.

Tutto ciò che le ragazze temevano — il sequestro, l’ostaggio, la prigionia — semplicemente… non è mai accaduto.

Ivisconte Protopopolov fa subito amicizia con Timothy: si china, gli parla come a una persona importante, gli offre perfino una briciola di biscotto. Il topo, lusingato, squittisce felice. Tutto sembra andare per il meglio.

Poi succede il disastro.

Una cincia da carico, grossa e robusta, atterra poco distante portando un sacco di rifornimenti. Sul dorso ha il suo calcapiume, che scende per controllare il carico. Il visconte, entusiasta alla vista di quel raro pennuto, si alza di scatto con la tazzina di tè ancora in mano e corre per ammirarlo più da vicino.

È un attimo.

Il Fae inciampa.
L’infuso bollente si rovescia sulla zampa della cincia.

Il volatile lancia uno stridio furioso, si infuria e inizia a distribuire beccate a destra e a manca, spargendo tazze, piattini e panico nel giardino.

Tiro: Dado Chance 5, Dado Rischio 6.
NO, E…

La cincia rovescia tutto e, nel caos, afferra Protopopolov con le grinfie e lo porta via, battendo le ali con violenza e sollevandosi in aria.

Nadèje reagisce d’istinto. Non può volare apertamente a inseguirla, ma forse può aiutarsi con le ali tenendole nascoste sotto il caftano, usando solo la spinta necessaria per un balzo.

Riuscirà a raggiungere il volatile senza rivelare di essere una Fata alata?

Tiro con vantaggio, Nadèje è in gran forma: Dadi Chance 4 e 5, Dado Rischio 4.
SÌ, E…

Spicca un balzo poderoso, aiutata dalle ali. Le pieghe del caftano si gonfiano, ma il ronzio e il movimento restano inosservati nella baraonda generale. Nadèje afferra una zampa della cincia e si issa con forza.

Ora è in groppa al volatile.
Vede il visconte stretto nelle grinfie, e sotto, a terra, il calcapiume, che cerca inutilmente di richiamare la sua cincia agitata.

Nadèje tenta di calmare il pennuto, di farlo abbassare e, si spera, mollare la presa su Protopopolov.

Tiro, senza svantaggio: la cincia ha un peso notevole e fatica a volare.
Dado Chance 2, Dado Rischio 3.
NO, MA…

La cincia non molla Oleg, ma non lo divora. Nadèje riesce a restare in sella, aggrappata con forza.

Ora il calcapiume può forse intervenire: il volatile si è abbassato parecchio.

Riusciranno a liberare Oleg?

Dadi Chance 6 e 1, Dado Rischio 6.
SÌ, MA…

Con uno sforzo combinato riescono a far mollare la presa alla cincia. Tuttavia, nello stesso istante, il volatile dà un violento colpo d’ala, si rialza di scatto e Protopopolov precipita, schiantandosi al suolo e rompendosi anche l’altro braccio.

Nadèje riuscirà a evitare di farsi male?

Dadi Chance 6 e 4, Dado Rischio 6.
SÌ, MA…

Viene sbalzata dalla groppa della cincia. Per salvarsi la vita è costretta a spiegare completamente le ali e volare, rivelando senza possibilità di equivoci di essere una Fata alata travestita da Sluagh.

Atterra in sicurezza.

Poi, come se nulla fosse, si ricompone, accenna un inchino educato…
e saluta con la massima cortesia.

Arrivano di corsa Nadia Vokos, Varvara e vari soldati delle Fate Esterne. Il giardino, ormai devastato, si riempie di voci concitate e di ordini secchi. Protopopolov viene soccorso immediatamente: qualcuno gli immobilizza il braccio appena rotto, qualcun altro lo aiuta a sedersi, mentre Varvara gli resta accanto, pallida ma lucida.


Poi l’attenzione si sposta tutta su Nadèje.


Nadia Vokos la fissa con gli occhi viola, duri come vetro colorato.

«Sei una Fata del Reame travestita da Sluagh,» dice senza alzare la voce. «Spiegami subito perché dovremmo credere che tu non sia una spia.»


I soldati stringono il cerchio. Nadèje sente addosso il peso delle lance, degli sguardi, delle domande non ancora fatte.


Lei respira a fondo e parla. Dice che era venuta solo per assicurarsi che il visconte Oleg Protopopolov e sua moglie stessero bene, perché erano stati dati per dispersi. Aggiunge che non ha mai avuto intenzione di spiare né di sabotare nulla.


In quel momento interviene anche l’ufficiale Seelie che ospitava Protopopolov. È visibilmente irritato: il giardino è distrutto, la cincia è fuggita e la situazione è degenerata. Con tono secco dichiara che desidera soltanto una cosa: che il visconte venga riportato ad Astravya il prima possibile, lontano da Faeryev e dai suoi problemi.


Nadèje coglie l’occasione. Si offre di portare via personalmente i Protopopolov, facendo notare, con calma ma fermezza, che se il visconte fosse morto in territorio occupato dalle Fate Esterne, la tregua sarebbe probabilmente saltata, con conseguenze disastrose per tutti.


Tiro senza vantaggio, la situazione è concitata:

**Dado Chance 5, Dado Rischio 5.**

**SÌ, MA… colpo di scena.**


Nadia Vokos sembra sul punto di accettare la spiegazione, quando qualcosa spezza l’equilibrio emotivo del momento.


Timothy è sparito.


Nel caos della baraonda, spaventato dalle urla, dalle ali, dalle armi e dal volatile impazzito, il topo è fuggito. Nadèje se ne accorge all’improvviso e il cuore le balza in gola. Quasi nello stesso istante vede Gwen allontanarsi di corsa, lasciando il gruppo per inseguirlo tra i vialetti e i cespugli di muffa decorativa.


Per un attimo Nadèje perde la concentrazione. La sua voce si incrina, lo sguardo scivola lontano, tradendo l’ansia. Nadia Vokos lo nota immediatamente: non abbastanza da condannarla, ma abbastanza da non essere del tutto convinta.


Nadèje non viene arrestata. Non viene nemmeno pienamente assolta.


La situazione resta sospesa, fragile come vetro sottile, mentre Gwen insegue Timothy e il destino dei Protopopolov, della missione… e della tregua stessa resta appeso a un filo.

Nadèje vede Timothy sgattaiolare verso l’elegante edificio  che un tempo era stato un albergo, ora chiaramente riadattato a caserma, proprio accanto alla Grande Finestra. Le vetrate riflettono il giardino sottostante, con gli alberi già dorati dall’autunno, ma la presenza delle uniformi rende il luogo tutt’altro che accogliente.


Gwen fa per scattare in avanti, istintivamente. Nadèje vuole raggiungerla per trattenerla. Ci riuscirà?

Tiro con vantaggio, Nadèje è in gran forma:

**Dadi Chance 2 e 5, Dado Rischio 4.**

**SÌ, E…**

Nadèje la afferra per il polso un attimo prima che varchi l’ingresso. Sa benissimo che entrare lì sarebbe una pessima idea.


Non serve nemmeno forzare la situazione. Pochi istanti dopo, due soldati escono dalla caserma con Timothy in braccio, tenuto con cura più che con durezza.

«È vostro?» chiede uno di loro, guardando il gruppo.


Gwen gli corre incontro, lo stringe forte al petto, visibilmente sollevata, e ringrazia i soldati con sincera gratitudine. L’episodio, paradossalmente, gioca a loro favore: le ragazze appaiono esattamente per quello che sono — stanche, preoccupate, affezionate le une alle altre,  non certo spie addestrate.


Dopo una breve ispezione finale e qualche scambio a bassa voce tra gli ufficiali, Nadia Vokos prende la decisione.

Le ragazze possono andare via, a condizione che portino con sé il visconte Oleg Protopopolov e sua moglie Varvara, allontanandoli da Faeryev. Dovranno però fare il giro lungo, scendendo di nuovo nel Giardino, senza attraversare le zone sensibili della città.


Questo significa una cosa chiara: niente diario. Niente biblioteca. Niente prova definitiva.

Nadèje, Gwen e Timothy accettano. Anche Carlotta, almeno in apparenza.


Ma Carlotta… potrebbe aver fatto diversamente, approfittando del mal confusione potrebbe essersi infiltrata nella villa e aver preso il diario.

Ci sarà riuscita!

Tiro per Carlotta, avrà preso il diario in segreto?

**Dado Chance 2, Dado Rischio 3.**

**NO, MA…**


Carlotta **non è riuscita a entrare nella biblioteca della villa**. I soldati erano troppo presenti, le porte sorvegliate, e il rischio di farsi scoprire era reale. Tuttavia, durante quel breve tentativo, ha **notato qualcosa**: una ragazza Fae—  forse una bibliotecaria — uscire in fretta da un’ala laterale portando con sé **una cassa di libri e documenti**, chiaramente preparata per un trasferimento imminente.


Carlotta non ha il diario.

Ma ora sa **che esiste ancora**, che **non è stato distrutto**, e soprattutto che **qualcuno lo sta spostando**.


E questo, anche senza il diario in mano, cambia di nuovo tutto.

Carlotta, con il volto ancora nascosto sotto le  fattezze di Genomina, si nasconde dietro un grosso vaso di muffe scheggiato, mentre tende l’orecchio.


La ragazza che ha visto poco prima raggiunge un giovane Fae che spinge un carretto traboccante di libri, fascicoli e quaderni rilegati. Lei deposita la sua cassa sopra il mucchio con un sospiro esasperato. I due iniziano a lamentarsi a bassa voce, convinti di non essere ascoltati.


Si lamentano del colonnello Varakis dell’esercito del Seelie, che li ha incaricati di **catalogare tutti i libri della villa**, uno per uno. Un lavoro lungo, noioso, e — a loro dire — completamente inutile.

«Non c’è niente di interessante,» sbuffa il giovane Fae.

«Nemmeno il diario di **Thalia Leiron**,» risponde lei. «L’ho sfogliato tutto. Niente che valga la pena. Solo appunti personali, riflessioni, ricordi. Nessuna rivelazione.»


Quelle parole colpiscono Carlotta come una **doccia fredda**. Il diario esiste. È stato letto. Ed è stato giudicato… innocuo.


Carlotta trattiene il respiro, poi si allontana con naturalezza, senza fretta, lasciando che il brusio delle voci e il rumore del carretto si perdano alle sue spalle.


Tiro:

**Dado Chance 4, Dado Rischio 1**

**SÌ.**


Carlotta riesce a dileguarsi **senza farsi notare** e raggiunge le altre ragazze poco dopo, ancora con il cuore che batte forte. Racconta loro tutto: il carretto di libri, il nome del colonnello Varakis, il fatto che il diario di Thalia Leiron è stato effettivamente esaminato… e che, **secondo chi lo ha letto, non contiene nulla di compromettente**.


È un’informazione importante.

Ed è anche **profondamente deludente**.


Ma è di seconda mano. Però ormai la copertura delle ragazze è saltata ,e non vogliono correre ulteriori rischi. Da lì a poco, loro e i Protopopolov vengono scortate fuori da una squadra di soldati del Seelie. 

Viene loro intimato di portare il visconte e sua moglie nel Reame. Seppure dovendo fare il giro lungo, sono dirette ancora una volta in Casa.

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