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Loner Household Vol 2: Chiusura

 




Dal diario di Nadèje 

Febbraio 106 S. P.

Oggi finalmente posso scrivere seduta a un tavolo, senza il fumo della polvere da sparo a velare la pagina. La casetta con la piccola tenuta che la Zarina Arcadia e l’imperatrice Titania hanno donato a me e a Carlotta è reale, solida, nostra. Ci siamo sistemate da poco, di ritorno dalla battaglia di Alaneve, e ancora mi sembra strano svegliarmi senza il cielo in fiamme sopra la testa. I prati intorno sono silenziosi, l’aria è buona, e perfino il freddo sembra essersi un po' ritirato per lasciarci apprezzare la fine dell'inverno.

 

Alaneve… ci penso e sento ancora il cuore che batte come un tamburo penjarese. Lo scontro con Tifone, il gufo colossale, è stato disperato come tutte le battaglie per la vita e la libertà. Le sue ali coprivano il cielo, il vento tagliava come vetro. In quel caos ho perso la mia lancetta, l’eredità di famiglia che mi accompagnava da sempre. Mi fa male ammetterlo: era più di un oggetto, era memoria. Ma poi guardo Carlotta, penso ai volti dei nostri cari tornati vivi dalla battaglia, e capisco che è un prezzo piccolo, minuscolo, rispetto alla gioia che ci è rimasta tra le mani.

Carlotta e io siamo rimaste volentieri in Giardino: ci siamo innamorate dei tramonti, delle stagioni che trasformano l'aria e il paesaggio in modi sconosciuti dentro la Casa, dell' incredibile e immensa vita che ci circonda.

Gwen invece è ripartita verso la Casa, insieme al topo Timothy e a Lucy, che si è congedata dal Grande Esercito Imperiale. Vogliono ricominciare insieme nel Focolare, magari riprendendo in gestione la libreria-sala da tè di Bookshire. Gwen mi è sembrata un po' delusa di non aver trovato altre informazioni su Argo, ma mi ha confidato il suo suo sospetto. Crede che dietro alle tante coincidenze che ci hanno portato a sconfiggere la Signora delle Tempeste vi sia lui. 

Pensandoci bene, il nostro stesso incontro è stato davvero propizio.... ma forse non lo sapremo mai. Misteri domestici a parte, spero davvero che con Lucy (e Timothy) sia felice. Se lo merita.

Anch'io adesso voglio voltare pagina. Voglio godermi il mio matrimonio, la nostra casa, le sere che finiscono in risate e le mattine che iniziano senza fretta. Voglio dedicarmi alla danza e alla musica insieme a Carlotta, ritrovare il ritmo giusto, quello che non serve a colpire ma a tenere il tempo del cuore. I combattimenti mi hanno dato abbastanza; ho imparato ciò che dovevo sul filo del rischio e ora sono qui, con qualche cicatrice in più ma viva e grata di esserlo. Tanti combattenti da entrambi le parti non hanno avuto questa fortuna.

Forse, un giorno, potrei anche considerare di imparare la scherma con la shashka delle Fate del Giardino. C’è qualcosa di elegante in quella lama, uno schema nuovo che mi incuriosisce. Ma non ora. Il nuovo tipo di schema può aspettare.

Ora, invece, sento Carlotta cantare dalla stanza accanto. La sua voce attraversa le pareti come una carezza, mi chiama senza chiamarmi. Chiudo qui: non vedo l’ora di stringerla tra le braccia.

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