Epilogo e Presagi
Gennaio–Febbraio, 106 S.P.
Mentre Nadèje e Carlotta trascorrono giorni insolitamente sereni a Mont Guignol, festeggiando una seconda volta il loro matrimonio insieme a Gwen e godendosi la ricompensa concessa dalla Zarina Arcadia per averle salvato la vita, la Casa è il Giardino scivolano lentamente verso l’oscurità.
Nel Giardino, l’Inverno si rivela il più lungo, freddo e crudele mai ricordato. Il gelo è così intenso che persino il germoglio di Dèndronaos, simbolo di rinascita e speranza, viene trovato in fin di vita dalla druida Nemeth. Incapace di accettare la fine di tutto ciò per cui ha combattuto, Nemeth prende una decisione irreversibile.
Richiamando il Cerchio Eterno, la druida compie un rituale proibito e invoca la Notte, un’antica Forza che teme solo il chiarore delle Stelle. In cambio della salvezza del seme dell’Albero del Tempio, Nemeth offre un nuovo Contratto Ereditario, destinato a votare per sempre i Fae alle tenebre.
La Notte accetta… ma esige un prezzo terribile.
Nella notte di Imbolc, una notte senza Stelle né Luna, dovrà essere sacrificata Titania Biancaluce, figlia di Urania e imperatrice sacra dei Fae.
In pochi giorni, le truppe e le Furie fedeli al Cerchio Eterno marciamo su Caer Siddi. Titania viene catturata. Quando tutto sembra perduto, la comandante Morgana Astralta, la Furia Ametista, piomba sull’esercito ribelle come una cometa, riuscendo quasi a salvare la sua sovrana. Ma la Notte risponde evocando Tifone, la colossale civetta leggendaria. Morgana viene sconfitta e costretta alla fuga, lasciando Titania prigioniera.
Nel frattempo, nella Casa, la Zarina Arcadia Oberonovna è costretta a una scelta politica irrevocabile. Il suo matrimonio viene fissato con il Duca Robin Fleurblanche, che approfitta del momento per organizzare uno sfarzoso Matrimonio Imperiale proprio nel giorno di Imbolc: una data carica di simboli, presagi e antiche paure. La data della scomparsa del Padrone e della sua famiglia.
Mentre il popolo è distratto dai festeggiamenti imminenti e dalla promessa di stabilità, qualcosa di imprevedibile sta per accadere.
La notte senza Stelle si avvicina.
Il destino dei Fae, della Zarina… e delle ragazze, sta per intrecciarsi di nuovo. Allertata dai druidi del Cerchio Eterno, la maggior parte delle truppe stanziate a Faeriyev comincia ad abbandonare la città e vola in massa verso il Ceppo, per andare in aiuto di Nemeth. Dopo quattro lunghi anni, l’assedio della Grande Finestra sembra finalmente giunto al termine.
I soldati del Grande Esercito Imperiale sono increduli, ma restano ancora più sbalorditi quando vedono Morgana Astralta volare dritta verso Altaluce, scansando con forza sovraomina le Schiene Dorate che tentano invano di fermarla.
*******
Nel frattempo Nadèje, Carlotta, Gwen, Timothy il topo, i genitori e le cugine di Nadèje, insieme a molte altre persone, sono stati invitati al matrimonio reale e sono saliti ad Altaluce grazie alle bolle.
A Nadèje è stato concesso di portare la lancetta al fianco, come riconoscimento per le sue azioni nel salvare la Zarina.
Il duca Robin Fleurblanche le osserva con malcelato disprezzo; loro, a bassa voce, commentano tra sé che lo sposo sembra un bellimbusto viziato.
Le ragazze indossano gli abiti della loro seconda festa di matrimonio: Nadèje veste di blu scuro, un abito in stile Orda, decorato con stelle d’argento; Carlotta e Gwen sono invece in stile Primo Piano, rispettivamente in rosso scuro e verde chiaro.
Il generale Bertrand de Morangiasse è presente in alta uniforme, con una cappa blu ricamata d’oro, mentre sua moglie Elif ha osato un abito lavanda in stile Impero Domestico, che valorizza una linea ancora sorprendentemente giovanile.
Si nota l'assenza della Gran Capitana Generale Valentine du Lampe (Elìf sussurra che si dice sia stata molto dispiaciuta dalla scelta della Zarina di sposare Robin Fleurblanche) e del Marchese Tristan des Larmes.
Ma improvvisamente tutto si ferma! Si sente un gran clamore provenire da Faeryev!
Da Altaluce notano le truppe del Seelie che lasciano in massa la città! E poco dopo una Fata dalle grandi ali violette e gialle, ferita e sanguinante , si dirige in volo verso il palazzo imperiale. È Morgana Astralta! Morgana schiva le Schiene Dorate di guardia e altre partono per intercettarla, ma vengono fermate dalla Zarina. Tutti notano che è disarmata.
Giunta nella sala del trono, Morgana si inginocchia ai piedi di Arcadia e, dimenticando l'orgoglio, la implora di accorrere al Ceppo per fermare la follia di Nemeth e salvare sua madre, Titania.
Le ragazze sono sbalordite e, scambiandosi sguardi carichi di tensione, non possono fare a meno di commentare tra loro:
«Maledetta Signora delle Tempeste… alla fine ha fatto la sua mossa! Non pensavo potesse arrivare a tanto», dice Nadèje.
La Zarina si trova così di fronte a una scelta impossibile: sposare un omino che non rispetta, continuando a servire il suo popolo, oppure rinunciare alla corona, per scendere in battaglia al fianco di sua madre.
In realtà, per Arcadia, la scelta è chiara.
Ignorando il parere del Circolo d’Oro, la Zarina segue il proprio cuore e parte immediatamente alla volta dei Domini Esterni.
Per questa decisione accorata, Arcadia è costretta a rinunciare al Trono di Cristallo e alla protezione delle Schiene Dorate. I pochissimi soldati che scelgono di restare al suo fianco devono a loro volta rinunciare a ogni titolo e privilegio: insieme formano la Guardia Pretoriana.
La Zarina Arcadia si volta verso Nadèje, suo padre e le ragazze. Il suo sguardo è fermo, ma negli occhi le brucia qualcosa di urgente e terribile.
«Non vi posso promettere alcun futuro,» dice. «Ma so per certo che, se non fermiamo la Signora delle Tempeste e Nemeth, non ce ne sarà uno.»
Il duca Robin Fleurblanche perde completamente il controllo.
«Non puoi farmi questo!» strilla, la voce stridula che rimbomba nella sala. «Hai promesso di sposarmi! Io sono destinato a diventare Zar!»
Fa per afferrarla, ma un gentilomino Fae con la barba si frappone tra loro e schiaffeggia sonoramente il Duca, che resta per un momento impitrito. In quel momento il Gran Generale Ludmillen interviene, bloccando Robin con una presa ferrea. Arcadia fulmina l'ex promesso sposo con lo sguardo.
«Non saresti mai stato Zar,» dice, gelida. «Al massimo principe consorte. E, sinceramente, preferisco rischiare la vita per salvare mia madre piuttosto che sposare un vermiciattolo come te.»
Ludmillen fa cenno ai soldati, e Robin viene trascinato via mentre cade in una crisi isterica, urlando e dimenandosi.
«Arcadia,» dice allora il generale Ludmillen, più piano, «pensaci bene. Se segui questa strada, secondo la legge potresti essere privata del tuo titolo.»
La Zarina lo abbraccia.
«Zio. Il mio ultimo ordine è difendere il Reame e i suoi abitanti, agendo nel loro interesse. Ora però devo difendere mia madre… e tutto il popolo delle Fate.»
Non c’è esitazione.
Le ragazze, il generale Bertrand de Morangiasse e Elif decidono all’istante: aiuteranno la Zarina.
De Morangiasse si muove con rapidità militare. Raccoglie tutti i soldati fedeli che riesce a trovare e fa requisire armi, munizioni, lanterne e pastrani pesanti. Ordina di confiscare il maggior numero possibile di carrozze a traino di coleotteri volanti. Fuori è freddo, buio, nubi nere coprono totalmente il cielo.: è una notte senza stelle, l'unica in cui si possa invocare il potere del buio! L’aria taglia come una lama, i coleotteri avranno difficoltà a volare con temperature così basse, ma vengono unti di balsamo anti freddo. Il generale vuole che anche chi non possiede ali possa avvicinarsi il più possibile al luogo dello scontro.
Anche parecchi gendarmi di Astravya scelgono di unirsi alla neonata Guardia Pretoriana.
Nadèje, insieme ad Arcadia, a suo padre e ad altri soldati, è tra i primi a partire in volo. Carlotta, Gwen ed Elif salgono con la Zarina su una carrozza volante, in compagnia di Timothy. I pastrani pesanti vengono indossati sopra gli abiti da matrimonio. Fuori, il cielo è totalmente nero di nubi, e il tardo pomeriggio somiglia alla notte fonda, mentre inizia a cadere la prima neve.
Saranno riusciti a raccogliere abbastanza persone,armi, carrozze e attrezzature?
Tiro: Dado Chance 4 , Dado rischio 6. NO, E...
Nonostante gli sforzi del Generale, i combattenti raccolti sono pochi e male armati. Non molti hanno voluto mettere a rischio la propria vita per Arcadia e per Titania, e il tempo è stato troppo poco per organizzare un equipaggiamento adeguato.
E... mentre la carrozza con Carlotta , Gwen, Arcadia e Elif vola sul giardino coperto di neve, immerso nel buio, alla luce tremolante della lanterna del cocchiere, qualcosa appare sopra di loro.
Una silhouette immensa attraversa il cielo tempestoso:
un rapace colossale, bianco come la neve, con occhi gialli che brillano nel buio e artigli neri come la notte stessa.
È Tifone.
Il gufo gigantesco.
L’araldo della Notte.
E sta volando nella loro direzione.
«Formazione difensiva in volo!» ordina il generale de Morangiasse, la voce che taglia il vento come una lama.
«Difendiamo la carrozza della Zarina!»
Le carrozze e i volatori cercano di disporsi secondo lo schema impartito. Nadèje si allinea agli altri quasi d’istinto, e mentre stringe la presa sulla lancetta si lascia sfuggire un sorriso amaro: per tutta la vita è riuscita a evitare la disciplina militare, e ora si ritrova a obbedire agli ordini di suo padre come una cadetta modello.
Ha paura.
Per Carlotta, per sua madre, per Arcadia.
Eppure, nel caos della tempesta, sa anche una cosa con certezza: non potrebbe desiderare un comandante migliore.
Poi il cielo si oscura del tutto.
Il gigantesco rapace batte le ali con una violenza sovraomina. Le raffiche d’aria investono la formazione, sparpagliano i volatori, fanno sbandare le carrozze. Le lanterne oscillano, i coleotteri tremano sotto lo sforzo. Tifone protende i suoi artigli enormi, neri, pronti ad afferrare e spezzare.
Riusciranno a evitare l’attacco del colossale uccellaccio?
Tiro:
Dado Chance 5
Dado Rischio 3
Sì!
La formazione tiene. I volatori stringono le distanze, le carrozze si compattano, e proprio mentre gli artigli di Tifone calano nel vuoto, una manovra disperata ma coordinata fa scivolare la carrozza della Zarina fuori dalla traiettoria dell’attacco.
"Manovra a tenaglia!" Tuona il generale Bertrand:
I soldati Fae si dividono, volando ai lati di Tifone, evitandone le colossali grinfie. La lancetta di Nadèje e la mezzaforbice di suo padre colpiscono l'uccellaccio sulla testa, senza causare danni ma distraendolo dal suo obiettivo.
Tifone lancia un verso profondo, antico, carico di frustrazione.
L’aria esplode in un boato, piume bianche e neve vorticano tutt’intorno, ma l’artiglio manca il bersaglio per un soffio.
La Zarina è salva.
Per ora.
E la battaglia nel cielo è appena cominciata.
I soldati si raggruppano: Nadèje e suo padre si concedono un momento di respiro. Guardano verso il basso e scorgono, sotto di loro, un cerchio di fiaccole piantate nel terreno irregolarmente innevato, attorno al grande ceppo dell’Albero Caduto. Sopra di esso, tra i resti di un nuovo germoglio ormai avvizzito, si distinguono alcune figure: un gruppo di Furie, dei Falciatori e una figura vestita di bianco circondano tre corpi distesi e legati. Una di quelle figure ha grandi ali bianche e rosse: sembra Titania.
Ma Tifone non demorde. Voltandosi per un istante, Nadèje vede il colossale gufo virare e continuare a inseguirli. Avverte il padre, che impartisce immediatamente ordini ad alcuni soldati e soldatesse: tra loro la tenente Yulia Dragomirova, sua nipote Alexienne e il padre di lei, Philippe, cugino di Nadèje e ufficiale delle Schiene Dorate. A loro viene ordinato di trattenere l’uccellaccio, mentre il resto delle truppe protegge la carrozza e la accompagna all’atterraggio.
I tre obbediscono e virano verso il gigantesco rapace. Nadèje li segue.
Il padre se ne accorge: fa per richiamarla indietro, poi finge di non aver visto nulla e prosegue con i suoi soldati. Capisce che sua figlia vuole coprire le spalle a lui, alla sua famiglia e a sua moglie, e che non intende fuggire proprio dal punto in cui il pericolo è maggiore. Si pente un po’ di non averla inclusa tra le migliori e i migliori che ha mandato a tenere a bada Tifone, ma ormai lei ha già deciso.
Così Nadèje si ritrova di nuovo ad affrontare Tifone, il colossale gufo. Non è sola: alla mischia si unisce anche l’altra cugina, l’eterea Selenya, accompagnata dai suoi due bombi argentei, Anya e Petrus. I bombi sono tutti ben imbaccuccati, con pezze di lanugine usate come cappottini improvvisati. Anche Selenya ha gettato una cappa bianca sopra il suo abito molto elegante color azzurro ghiaccio, quello indossato per il matrimonio della Zarina.
Tiriamo e vediamo cosa succede.
Dado Chance: 3
Dado Rischio: 5
Riusciranno a tenere a bada Tifone? O meglio, a scacciarlo?
No.
Cosa succede? In questo scontro sto usando anche la Fortuna. In precedenza Nadèje ha inflitto due danni alla Fortuna di Tifone, che è quindi scesa a 4, e ora subisce un’ulteriore conseguenza.
La fata schiva a malapena i giganteschi artigli di Tifone, che però riesce ad afferrare la cugina e amica Alexienne, insieme a un altro soldato non identificato, una semplice comparsa destinata a una brutta fine.
La situazione è pessima.
Alexienne e il soldato sono imprigionati nelle grinfie di Tifone, che inizia a stringere. Selenya, però, con i suoi due bombi, si getta nella mischia: Anya e Petrus cercano di pungere Tifone negli occhi. Non gli fanno praticamente nulla, ma riescono a distrarlo.
Nadèje, Yulia e Philippe si lanciano contro il colossale gufo, volando in mezzo al vento e alla neve che ha iniziato a cadere. Tempestano le sue grinfie di colpi: Nadèje con la Lancetta, Yulia con il suo spillo, i capelli rossi al vento, sfuggiti alla severa treccia, Philippe con la sua micidiale lancia da cocktail a due rebbi.
Riusciranno a eseguire la presa da Tifone?
Dado Chance: 5
Dado Rischio: 4
È un bel tiro: è decisamente un sì, e…
Riescono a eseguire la presa da Tifone, e lo fanno appena in tempo. Alexienne e l’altro soldato subiscono pochi danni e si rimettono immediatamente a combattere contro il colossale gufo.
A questo punto Tifone è davvero irritato. Ha attorno a sé un nugolo di fate e insetti che gli volano intorno, lo pungono, lo colpiscono e lo infastidiscono senza sosta. Inizia a chiedersi se ne valga davvero la pena.
Tifone è chiaramente sotto l’influsso della Signora delle Tempeste, o di Nemeth, o di entrambe: è un araldo della notte inviato da quella Forza. Ma resta pur sempre un animale. Potrebbe anche decidere che lo scontro non vale il prezzo da pagare, ma la rabbia è ancora troppo forte e tenta di divorare questi esserini fastidiosi.
È un grande predatore e, in teoria, queste creature non dovrebbero rappresentare nulla per lui. Eppure lo stanno disturbando più di quanto avrebbe mai immaginato.
Continuano a combattere.
Riusciranno a far desistere Tifone?
Dado Chance: 4
Dado Rischio: 6
No, e…
La Fortuna di Nadèje si riduce a 1: è di nuovo in parità con Tifone.
Il colossale gufo si infuria. Abbranca la fata nei suoi artigli e stringe con forza spaventosa. La Lancetta le sfugge di mano e cade, perdendosi nel giardino sottostante. Tifone continua a stringere.
Con un poderoso colpo d’ali genera una raffica di vento gelido che spazza via gli altri avversari. Nadèje resta sola. La situazione è gravissima.
C’è però un dettaglio importante.
La Zarina, per includerla nel suo servizio di protezione personale — come onore e riconoscimento — le ha permesso di presentarsi armata al matrimonio. Nadèje potrebbe avere ancora la pistola da borsetta?
Tiriamo.
Avrà ancora la pistola in borsetta?
Dado Chance: 3
Dado Rischio: 6
No. Non ce l’ha.
Ha qualcos’altro che potrebbe essere utile in questo frangente disperato?
Nadèje non ha altre armi. Era uscita per andare a un matrimonio e la Lancetta, più che altro per rappresentanza vista la presenza di tanti soldati, le era sembrata più che sufficiente.
Con il braccio sinistro, ancora parzialmente libero, cerca qualcosa, qualunque cosa. Le dita si chiudono sull’omamori del tramonto, l’amuleto donatole dal vecchio Aritomo, il padrone della casa da tè di Toguchi.
Prova un gesto disperato. Ma cosa può fare?
L’omamori è un piccolo sacchetto che contiene una lamina rigida di chitina incisa. Non può far nulla cercando di colpire una zampa di Tifone: è troppo piccolo, non è appuntito né affilato.
Le resta una sola possibilità: tentare di lanciarlo contro un occhio del gufo. Sta usando il braccio sinistro, non è un’arma vera e propria, ma è un oggetto che protegge i viaggiatori.
Prima di tirare, c’è una decisione da prendere: tiro normale o con svantaggio?
Finora Nadèje ha tirato normalmente, senza vantaggio, anche se è un’ottima combattente e una duellante: con la Lancetta avrebbe avuto diritto al vantaggio. Qui però non sta facendo vera scherma e sta affrontando un gufo colossale; la sua abilità conta fino a un certo punto. Inoltre ha perso la Lancetta e sta compiendo un’azione disperata.
Potrei darle svantaggio. D’altra parte non le ho mai dato vantaggio prima, e l’amuleto potrebbe davvero permetterle di salvarsi.
Decido per un tiro normale.
Riuscirà Nadèje a uscire da questa situazione disperata?
Dado Chance: 6
Dado Rischio: 5
Il risultato è Sì! Ed è ottimo.
Esito: Sì, e…
Nadèje riesce a uscire dalla situazione disperata, e le sue cugine e i soldati sopravvissuti tornano in suo aiuto.
Cosa succede:
Con la mano sinistra, ancora parzialmente libera, Nadèje afferra l’omamori del tramonto e lo scaglia verso uno degli occhi di Tifone. Il lancio non è precisissimo e, proprio in quell’istante, il gufo spalanca il becco per divorare la malcapitata.
L’omamori finisce dritto dentro il becco.
Tifone annaspa: l’amuleto gli va di traverso. Inizia a tossire, mezzo soffocato, e allenta la presa. Nadèje cade quasi nel vuoto, ma riesce subito a rimettere in funzione le ali e, ronzando, si stabilizza in aria.
In quel momento arrivano Alexienne, suo padre Philippe, Yulia e la cugina Selenya, seguita dal suo nugolo di bombi argentati. Dopo essere stati dispersi dalla corrente d’aria generata dalle ali di Tifone, si lanciano di nuovo in volo e attaccano alle spalle l’uccellaccio, centrandone la capoccia.
Tifone, sputacchiando perché si è mezzo soffocato cercando di respirare mentre l’amuleto gli è finito di traverso, decide almeno per il momento di allontanarsi. Batte le ali e si allontana in volo, tossendo e sputacchiando; mentre prende quota, riesce infine a espellere l’omamori, ma sceglie comunque di sottrarsi alla mischia, almeno per un po’.
«Merci beaucoup, grazie!» dice Nadèje, abbracciando Alexienne.
La cugina, ancora ansimante, le chiede:
«Ma come hai fatto a fargli lasciare la presa?»
Nadèje le strizza l’occhio e risponde:
«Ho usato un amuleto. Ma adesso devo andare da Carlotta e dai miei genitori.»
«Sì,» annuisce Alexienne. «Vieni, andiamo.»
Prima di muoversi, Alexienne le porge una delle sue mezzeforbici. Non è l’arma abituale di Nadèje, ma è comunque meglio di niente. Insieme si lanciano in volo verso il basso, per capire cosa stiano facendo Carlotta e gli altri e come stiano tutti dopo lo scontro.
La carrozza, insieme a un paio di altre è atterrata davanti al ceppo di Dendronaos, difesa dai soldati del Generale de Morangiasse. La Fata in bianco sopra al Ceppo si gira verso i nuovi arrivati e dà un'ordine in Fase Antico: una compagnia di Furie mascherate e Falciatori in uniforme color lavanda si alza in volo per intercettare i soldati della Casa.
Nadèje riesce a vedere bene in viso la donna in bianco: è la Druida Nemeth! I suoi lunghissimi capelli neri sono inconfondibili. Non avrebbe mai pensato che fosse dalla parte della Signora delle Tempeste! Ma non crede che sia lei, l'avrebbe riconosciuta...ma allora chi sarà?
La druida torna verso le sue vittime sacrificali ma risuona uno sparo! Nemeth si getta a terra e Nadèje non vede se sia stata colpita o meno.
Suo padre organizza i soldati, ordinando di restare a terra, senza alzarsi in volo, facendo loro assumere una formazione a quadrato, per sfruttare gittata e potenza dei loro moschetti. Nadèje si avvicina alla carrozza imperiale e ne vede scendere Carlotta, sua madre, Gwen. Timothy e la Zarina Arcadia. Abbraccia Carlotta e sorride alle altre. Non c'è bisogno di dire niente. Si stringono tutte in un abbraccio in cui si mischiano sollievo per essersi ritrovate e paura per ciò che sta per arrivare.
Arcadia e le donne si armano con delle mezzeforbici, e la Zarina dice: "Seguitemi, andiamo a liberare mia madre!"
Scribacchino
Nadèje e le altre donne seguono Arcadia. In quel momento, però, altre Furie e altri Falciatori si levano in volo e si lanciano in picchiata su di loro.
La situazione sembra disperata. Decido di tirare con vantaggio: anche se Nadèje non ha più la sua Lancetta, con una mezza forbice resta comunque un’ottima combattente.
Riusciranno almeno a tenere a bada le Furie e i Falciatori?
Dadi Chance (con vantaggio): 1 e 5
Dado Rischio: 3
È un Sì.
Nadèje, Alexienne, Yulia, la stessa Arcadia, Carlotta, Elif, Gwen, Timothy, Selenya e Philippe combattono come scolopendre inferocite.
Le Furie sono velocissime e abilissime nel combattimento, ma Nadèje risponde colpo su colpo: para, taglia, incalza. Qualcuno spara, e alcune Furie cadono, ma gli attacchi non cessano. I difensori sono costretti a ripiegare poco a poco, avanzando comunque verso il ceppo.
La stanchezza comincia a farsi sentire. Non sanno per quanto ancora riusciranno a resistere.
All’improvviso, uno squillo di trombe squarcia la tempesta.
Da ovest, portando lanterne e fiaccole, arriva in volo un nugolo di soldati in uniforme del Reame. A guidarli c’è una Fata che indossa la corazza delle Schiere Dorate, uniforme bianca, i corti capelli blu che svolazzano nell’aria gelida. Lo squillo delle trombe taglia la tempesta come una lama.
è la Gran Capitana Generale Valentine du Lampe!
Per un istante — uno solo — perfino le Furie esitano.
La sua voce supera il vento.
«Zarina Arcadia! Non ti lascerò da sola!»
E si getta in picchiata.
Le Furie vengono colpite di fianco, prese in una manovra a tenaglia. I soldati di Valentine aprono il fuoco, poi entrando direttamente in corpo a corpo, scompaginando la formazione nemica.
Nadèje sente l’aria cambiare.
Non è solo sollievo: è. Il genere di momento che decide una battaglia.
Arcadia si volta appena, lo sguardo incredulo che diventa determinazione pura.
«Avanzare!» ordina.
«Al Ceppo! Ora!»
Carlotta resta incollata a Nadèje, coprendole il fianco. Elif para un colpo che non era per lei. Gwen spara a bruciapelo. Timothy morde i nemici che gli arrivano a tiro, Lucy sbrocca e distribuisce fendentia destra e a manca. Yulia affonda lo spillo quasi troppo veloce perché gli occhi lo possano seguire. Alexienne, ferita alla spalla ma in piedi, combatte come se dovesse dimostrare qualcosa al mondo intero e Selenya punge come i suoi bombi
Le Furie iniziano a cedere.
Non a fuggire — non ancora — ma la loro precisione si rompe, i movimenti diventano più lenti, meno eleganti. Sono stanche. E ora sono anche in inferiorità numerica.
Davanti a loro, il Ceppo dell’Albero Caduto è sempre più vicino.
Le fiaccole piantate nella neve tremano.
Vicino al ceppo c'è un aspro combattimento tra Furie e un gruppo di Omini arrivato poco dopo Nadèje, tra cui vede Fate, una Boggart e delle Sluagh. La Boggart è la sua amica Marielle!
Nemeth Senzastelle invece è accasciata per terra,si stringe le mani tra cui scorre del sangue. Sembra che qualcuno le abbia sparato colpendola a una mano!
La battaglia non è finita.
Ma per la prima volta, sembra possibile vincerla.
Nadèje si lancia in volo per unirsi alla mischia e raggiungere Titania e gli altri prigionieri, ma da dietro il Ceppo emerge una figura vestita di rosso, con il volto celato da una maschera dotata di becco e corna: è la signora delle Tempeste! La voce della signora sovrasta il caos della battaglia: "Tifone!" Urla.
Sopra di lei si staglia ancora una volta una candida sagoma colossale: Tifone torna alla carica, non ha dimenticato l'umiliazione patita!
I gigantesco gufo batte le ali, sollevando neve e ghiaccio che colpiscono Nadèje e il suo gruppo. Riuscirà a evitare la bufera?
Tiro: dado Chance 4,Dado rischio 6: NO E...
Nadèje viene investita dalla folata di neve e scagliata lontano dagli altri, in mezzo ai rami innevati di un abete, che si erge solitario tra le querce spoglie del Boschetto.
Vede arrivare Tifone, che vola rapido verso di lei in linea retta, stridendo con odio.
Da sola non ha alcuna possibilità di combatterlo,deve giocare d'astuzia. Si lancia tra i rami, volando rapidamente come non ha mai fatto prima, per arrivare dove Tifone non può passare.
Tiro con vantaggio poiché lei è in gran forma, seppure la stanchezza inizia a farsi sentire.
Riuscirà ad arrivare in tempo al riparo tra i rami?
Dadi Chance 2 e 6, Dado rischio 2
Sì! Nadèje si infila tra l'intrico di rami e il gufo è costretto a virare di colpo per non schiantarsi, stridendo frustrato.
Nadèje per ora è al sicuro, ma Tifone si sistema appollaiato sup ramo più vicino che possa sostenere il suo peso, con gli occhi gialli fissi sulla Duellante. Sembra riflettere sulla prossima mossa, e Nadèje teme che quei fragili rametti non possano resistere alla furia del Colosso.....
Improvvisamente la Fata vede un'altra gigantesca sagoma volante alle spalle di Tifone: un altro gufo, no così imponente,ma totalmente silenzioso, con gli occhi scuri e le penne color champagne e argento.
È Lancaster il barbagianni!
"Io sono la notte, io sono il cacciatore!" La voce profonda di Lancaster echeggia tra gli alberi, mentre si getta in picchiata su Tifone.
Il gufo bianco viene sbalzato via dal ramo e i due iniziano a lottare in volo, tra un turbine di piume. Nadèje si getta nella mischia, cercando di piazzare un buon colpo.
Ci riuscirà?
Tiro: Dado Chance 6, Dado rischio 6: Sì,MA...
La Fata si Lancia all'attacco, in aiuto del barbagianni che l'ha salvata, sferrando un violento fendente proprio sul becco di Tifone. L'uccellaccio viene distratto e Lancaster ne approfitta per ghermirgli la schiena. Tifone stride di dolore e batte le ali spasmodicamente, liberandosi dalla presa per fuggire, ma colpendo anche Nadèje con una botta d'ala. La Fata perde la mezzaforbice e si ritrova a roteare in aria, priva di controllo.
Urta un ramo, poi il buio.
"Nadèje, Nadèje! Oh grazie agli Idoli sta aprendo gli occhi!"
La Duellante si risveglia indolenzita ma viva, per vedere il bel viso di sua moglie Carlotta, incorniciato dai riccioli neri tutti scompigliati, chino su di lei. Non sa bene cosa dire, per cui la bacia e la abbraccia e lei risponde con gioia.
Sente qualcuno che si schiarisce la gola e le due si si separano di malavoglia. Suo padre si fa avanti reggendo una lanterna, ha l'uniforme sporca di sangue e un braccio fasciato, ma sta bene. Con lui arrivano anche sua madre, provata ma apparentemente illesa, più le sue cugine e Marielle in simili condizioni. Sua madre Elìf la abbraccia stretta"Sono quasi morta di paura, ma sono fiera di te!" Le dice.
"Posso dire altrettanto" le sorride il padre. "È stata una battaglia dura, ma abbiamo vinto".
Arriva anche Gwen, accompagnata da Timothy il topo e da Lucy. Le due hanno gli abiti rovinati, evidentemente sono sbroccate durante la battaglia. Gwen rimprovera Nadèje: "Oh per il Sacro Focolare, mi hai fatto stare così in pensiero! Combattere quel rapace gigantesco! Ma per fortuna sei sana e salva!" Dietro di loro c'è un gruppo di Genomini, guidati dalla Shinigami Naoko e da un Genomino slanciato. "Sono contenta che tu stia bene Nadèje! " Le dice la ragazza. "Ti presento il mio fidanzato Chaska. Ieri abbiamo incontrato una falena che si comportava in modo strano fuori dalla cittadella, sembrava volerci condurre verso il Boschetto.... Abbiamo capito che c'era qualcosa che non andava...per fortuna che c'era un Calcapiume disponibile! "
La Fata nota che Gwen e Lucy si tengono per mano, e strizza l'occhio all'amica. Lei arrossisce ma fa finta di niente.
Nadèje si rialza, aiutata da Carlotta, e vede arrivare anche Arcadia, accompagnata da sua madre Titania, da Valentine e da Cora, sempre con la sua Falena.
La Zarina le sorride "Sì, abbiamo vinto insieme, e senza di voi non ce l'avremmo mai fatta! Nemeth e la Signora delle tempeste sono state catturate, i loro seguaci sconfitti. La signora in realtà era Elphaba, la proprietaria del banco dei pegni di Ponteramo... nessuno l'aveva mai sospettato. Ma alla fine l'abbiamo sconfitta". Valentine non lascia il suo fianco, ma lei scocca un'occhiata malinconica verso Est, in direzione di Lone Rock...
"Mia figlia ha ragione," dice Titania. "Ma Guardate!" L'Imperatrice indica un punto oltre i primi alberi, e tutti vendono che le nubi nere si sono aperte, per mostrare una singola Stella, forte e luminosa come e più della luna piena. E quella Stella brilla proprio sopra un grande albero che cerca di abbracciarla con i suoi rami spogli.
Dèndrokrios, l’Albero d’Inverno, così i Fae chiamarono la loro nuova casa.
Intanto nella Casa....
Dopo il fallimento delle sue ambizioni, il Duca Fleurblanche rinunciò al sogno del trono, mentre l’Esercito Imperiale riprendeva il controllo di Faeriyev e della Zarina non si avevano più notizie. Rimase così vacante il Trono di Cristallo di Altaluce. Con molti membri assenti o indisponibili, Mastro Paracelso si trovò solo a guidare l’Alto Consiglio e ne formò uno temporaneo: il Granduca Ludmillen rappresentò le Fate, Martha Winter i Boggart e la Shogun Yōkai Jorōgumo gli Sluagh. Il Califfo Laio il Bello restava ancora una volta fuori dai giochi.... chissà se se andò a consolarsi tra le braccia dell'affascinate strega Lainey Kumari Seconda?
Su proposta di Mastro Paracelso, gli eruditi del Circolo d’Oro analizzarono le genealogie per trovare un degno successore di Arcadia. Scoprirono però che il pretendente con più diritti e possedimenti non era una fata, ma il Capitano Rodomonte, titolare del curioso titolo di “Conte di ciò che non si vede”, che gli garantiva il controllo delle parti nascoste della Casa.
Rodomonte, tuttavia, era scomparso e nessuno sapeva dove fosse. Proprio questa assenza suggerì una soluzione conveniente: nominarlo Zar pur sapendo che non avrebbe mai governato davvero. Così Rodomonte divenne lo Zar in contumacia, il Re che non si trova, permettendo al Circolo d’Oro di mantenere il potere senza scandali.
Nadèje e Carlotta verranno ricompensate dalla Zarina e dall'Imperatrice con una bella tenuta nel Giardino, e per almeno un po' di tempo faranno vita tranquilla, avendone abbastanza di avventure, e soprattutto, di combattimenti e battaglie, per dedicarsi all'arte, alla cultura e al loro matrimonio. Finalmente un po' di pace!
Fine del Volume 2

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