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Fra Tenebra e Abisso: recensione

Fra Tenebra e Abisso è una serie di quattro librogame scritti da Dario Leccacorvi e editi da Aristea. La serie consta di quattro titoli: Il Marchio, La Megera, Emraia e Il Labirinto, ed è ambientata nel mondo Esoteric Fantasy del Rayn. In questa serie chi gioca interpreterà una persona diretta alla ricerca di un suo fratello adottivo, di nome Noder, di cui non si hanno più notizie. Il primo volume, Il Marchio, è un libro decisamente godibile ma non complesso, che non richiede nessuna esperienza nel genere, in cui ci si impegnerà in un viaggio attraverso terre semi selvagge, fino alla città in cui abita Noder.
Il primo capitolo è, tutto sommato, abbastanza classico, ma abbiamo già qualche elemento che ci mostra le particolarità dell'ambientazione, sia a livello tecnologico che esoterico e spirituale. È però nei volumi successivi che il mondo del Rayn rivela tutte le sue particolarità: troveremo esplorazioni delle terre selvagge e di antiche rovine, avventure urbane che mischiano magia, crimini, esoterismo e combattimenti, fino a vere e proprie incursioni nell'Abisso, anche detto Chasma, ovvero il mondo degli spiriti e delle idee. Punti di forza di questi libri sono la grande libertà e varietà di scelta, che non prevede un percorso necessariamente migliore, e la possibilità di fare evolvere i nostri alter ego secondo uno dei tre sentieri del Rayn: Luce, Tenebra e Abisso.
Salvare Noder sarà una missione tutt'altro che semplice, che metterà a dura prova anche le persone più smaliziate, e ci sarà bisogno di ogni nostra risorsa per portarla a termine. Ci si ritroverà persino a compiere scelte molto difficili, addirittura al limite della moralità. Personalmente, in un punto verso del quarto e ultimo libro, mi sono quasi commosso quando ho dovuto dire addio a un personaggio che aveva accompagnato il mio per molto tempo.
Il sistema di gioco è molto semplice, basato sul lancio di due dadi con cui si deve totalizzare un punteggio uguale o minore dell'abilità che viene messa alla prova. È possibile personalizzare il proprio alter ego tramite una serie di specialità di vario tipo, da quelle marziali a quelle furfantesche, fino a quelle magiche. La scrittura è di alto livello, come in molti librogame italiani della nuova generazione. Questa secondo me è una caratteristica molto importante, poiché dona valore a un genere che (almeno nella mia personale interpretazione) dovrebbe essere tanto narrativa quanto gioco.
Curiosità: La serie è stata originariamente concepita come app per Android e i primi volumi sono usciti proprio in questo formato, ma attualmente sono tutti disponibili in cartaceo. Alcune azioni (tramite un sistema di parole chiave) come guadagnare alleati o farsi dei nemici, hanno conseguenze durature anche nei volumi successivi. In alcuni capitoli è anche possibile vivere delle situazioni romantiche con alcuni dei personaggi e delle personagge che si incontrano. Il mondo di Rayn ha anche un suo GDR omonimo, basato su una versione modificata delle regole dei librogame, opera di Dario Leccacorvi e Andrea Tupac Mollica.

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