Dal diario di Nadèje — 1 marzo, Koi nel Canneto Non so cosa mi aspettassi da Koi, ma certo non questo silenzio. La città sorge sull’acqua, sospesa su pontili e grandi ninfee galleggianti dai fiori pallidi, che cominciano ora a sbocciare, e ogni suono — perfino i passi — suona attutito, come se tutto il Giardino avesse messo il dito sulle labbra. Le lanterne ondeggiano nella nebbia, le rive sono colorate d’oro e di violetto dai bucaneve, tra i canneti si muovono ombre di rane, e pesci dalle squame ramate scivolano sotto il pelo dell’acqua. È un luogo di pace, ma anche di distanze. Nessuno ci capisce. Quasi tutti qui parlano solo lo Shigo, la lingua degli Shinigami. Le parole di Gwen, per quanto cerchi di farsi intendere, si perdono come sassi lanciati nell’acqua: fanno un piccolo cerchio e poi scompaiono. Carlotta tenta sorrisi e gesti, ma persino i bambini ci guardano con curiosità diffidente, come se fossimo spettri venuti dalla Casa.. Abbiamo provato a chiedere udi...