Ninja! ( in originale The Way of the Tiger) è una serie di librogame scritti nei tardi anni '80 da Mark Smith e Jamie Thompson (autori britannici noti anche per Blood Sword e Virtual Reality) e tradotti in Italiano durante gli anni '90. In questi libri, chi legge interpreta Avenger (Vendicatore), un ninja cresciuto nel Tempio di Kwon, incaricato di recuperare le Pergamene di Kettsuin e fermare Yaemon, il responsabile dell'uccisione del Gran Maestro Naijishi e della minaccia contro Kwon il Redentore. Infatti questo monaco e marzialista malvagio ha rubato dal tempio le pergamene magiche, con cui è possibile officiare un rituale per relegare il dio Kwon agli inferi. Tutto ciò è fattibile solo durante una rara congiunzione astrale, che ovviamente avverrà tra poco tempo.
Ora, io sono assolutamente contrario alla distruzione della conoscenza, però in questo caso non aver buttato le pergamene nella stufa mi è sembrata una leggera imprudenza.
Sta di fatto che da questa missione prende il via un lungo viaggio tra mare e terra, nel mondo fantasy di Orb.
L'ambientazione è piacevole ma non particolarmente originale, nemmeno per gli standard di qualche decennio fa. I personaggi che incontreremo però sono caratterizzati molto bene e le situazioni sono varie e interessanti. I combattimenti possiedono un forte elemento tattico, perché si possono scegliere le tecniche di arti marziali da utilizzare, e all'inizio della nostra avventura è possibile selezionare alcune arti ninja che influenzeranno concretamente il modo in cui verranno affrontati ostacoli e nemici. Non tutte le arti sono però bilanciate allo stesso modo: alcune sono molto più utili di altre, ma anche quelle usate raramente possono rivelarsi decisive. La difficoltà è elevata, soprattutto negli scontri con i boss finali, ma nei primi volumi l'ho sempre trovata severa ma corretta: gli autori premiano l'osservazione, la logica e la pianificazione. La fortuna è in ogni caso presente, non solo a causa dei lanci di dadi ma come vera e propria meccanica di gioco, dipendente dalla grande importanza della dea del fato nel mondo di Orb.
Leggendo il primo volume in originale ho potuto anche apprezzarne maggiormente lo stile di scrittura. Infatti a mio parere la traduzione italiana non ha reso giustizia al testo originale, a differenza di quanto è accaduto in altre serie di librogame, in cui invece la bellezza dello stile è stata preservata, come Blood Sword e Lupo Solitario.
La lettura in originale mi ha anche fatto notare che in realtà il genere di Avenger non è mai specificato, e non ne conosciamo nemmeno il vero nome. Infatti Avenger (in Inglese termine neutro) o Vendicatore è un nome che ci viene conferito dal nuovo Gran Maestro prima di mandarci in missione. In generale nel mondo di Orb sembra esserci una certa uguaglianza tra i generi, e incontreremo parecchie donne molto potenti, che potranno essere sia alleate che avversarie letali.
Nel primo volume, Vendicatore, si intraprende un viaggio per mare e per terra, ricco di percorsi alternativi, che ci farà vivere molte esperienze fino allo scontro finale con Yaemon e i suoi alleati. È un librogame ben costruito, con molte possibilità di esplorazione e una sfida impegnativa ma soddisfacente.
Nel secondo volume, Assassino, è necessario riportare le Pergamene di Kettsuin al Tempio di Kwon. L'avventura è più breve ma, secondo me, ancora più difficile, soprattutto per il boss finale, che considero uno dei più ostici dell'intera serie. Qui emerge anche uno dei difetti del gioco: alcune arti ninja diventano praticamente indispensabili per vincere. Rimane comunque un'avventura epica, con un viaggio di ritorno completamente diverso da quello dell'andata e l'occasione di visitare ambientazioni ispirate al Giappone feudale.
Uno dei percorsi possibili prevede una parentesi "acquatica" e in questo volume incontreremo sia alcuni alleati un po' inaffidabili, che Cassandra,Tyutchev e Thaum, avventurieri malvagi che diventeranno antagonisti ricorrenti della serie.
Una curiosità: i ninja non erano assolutamente previsti nel progetto originale: gli autori li inserirono su richiesta dell'editore, che intendeva sfruttare la popolarità che queste figure avevano all'epoca. Alla fine, però, questa scelta ha arricchito il gameplay, perché permette di risolvere molte situazioni con furtività, tecniche speciali e strumenti tipici dei ninja.
Nel terzo volume, Usurpatore, si scopre che nostro padre era il legittimo sovrano di Irsmuncast (città dal nome che sembra uno scioglilingua) e si parte per riconquistarne il trono con l'aiuto del ranger Glaivas, incontrato durante il primo volume.
L'avventura offre nuovamente percorsi alternativi, numerose decisioni e la necessità di conquistare l'appoggio delle varie fazioni locali (Shieldmaidens di Dama, popolani, mercanti, mercenari ecc.) prima dello scontro finale,che riserverà una grossa sorpresa. A Irsmuncast incontreremo per la prima volta lady Gwyneth, guerriera formidabile e integerrima che faremmo meglio a fare diventare nostra alleata.
I due percorsi principali del libro a mio parere sono ugualmente epici e difficoltosi, in uno però saremo in compagnia di Glaivas e nell'altro da soli, anche se potremo incontrare nuovi amici e nemici. In un combattimento in particolare potremo pensare di aver trovato un boss finale... Già poco dopo l'inizio!
Anche qui la difficoltà è elevata, e giunti al cospetto del malvagio Usurpatore succederà qualcosa che potrebbe gettarci nella disperazione, ma se avremo raccolto un paio di aiuti durante il viaggio, il combattimento conclusivo potrà diventare fattibile. È un libro che mi ha ricordato molto il primo e che invita a essere rigiocato per scoprire tutti i percorsi disponibili.
Nel complesso considero i primi tre volumi i migliori della serie: offrono un ottimo equilibrio tra esplorazione, strategia, combattimenti e difficoltà. Dal quarto libro in poi, a mio parere, la qualità inizia a calare, pur continuando a proponendo alcune innovazioni interessanti nel panorama dei librogame del tempo.
Fine parte prima. Nella seconda parte tratterò i volumi 4, 5, 6 e 7

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