Way of the Tiger numero 7, intitolato Redeemer!, o Redentore! in versione italiana, è un libro fortunatamente molto diverso dal numero 6. È stato scritto da Mark Walters, che ha avuto il contributo anche di Smith & Thompson, gli autori originali della serie, che sono accreditati come coautori, e costituisce secondo me una conclusione assolutamente degna per questa serie. Anche se Walters inizialmente aveva l'intenzione di scrivere addirittura un ottavo volume, basato sul viaggio di Avenger fino alla lontana città di Upanishad, già nominata nella serie. Il volume però poi non è stato mai scritto.
In compenso Walters ha scritto un numero zero, un prequel di tutta la serie, intitolato Ninja! , che però non ho ancora letto.
Tornando a Redeemer, ho detto che si tratta di un libro fortunatamente diverso dal numero 6, perché è sicuramente un volume fatto con grande cura ed è sostanzialmente una lettera d'amore a tutta la saga di Avenger.
In comune con il numero 6 c'è l'ambientazione della prima parte del libro, che poi è quella che ci impegnerà per la maggior parte del tempo, ovvero il famigerato Rift. In particolare ne vedremo i livelli più bassi e il leggendario santuario proibito.
Rispetto alla parte del Rift che abbiamo visto nel sesto volume, questa è caratterizzata da luoghi meno abitati, i livelli inferiori non hanno insediamenti veri e propri, però avremo la precisa sensazione di trovarci nel Sancta Sanctorum del Male. Troveremo decisamente pane per i nostri denti.
Il libro inizia esattamente dal termine del numero 6, dalla situazione disperata in cui Avenger si trovava, ovvero la caduta nella ragnatela della Vedova Nera. Da lì ci sarà la possibilità, non priva di conseguenze, di fuggire, e poi potremo iniziare la nostra ricerca di Glaivas e di Doré, che sono tenuti prigionieri da qualche parte nel rift.
Durante la nostra permanenza nel Rift avremo modo di ritrovare sia gli alleati che gli avversari che abbiamo incontrato nel numero 6. Potremo anche stipulare delle tregue temporanee con alcuni cattivi per riuscire a completare la nostra missione, cosa che non sarà facile, però sarà fattibile.
Durante la fuga, dovremmo anche gestire gli eventuali alleati che si dimostreranno da una parte utili, ma dall'altra anche dotati di una forte personalità, e ci vorrà tutto il nostro carisma per riuscire a tenerli a bada. Avremo anche la possibilità di vendicarci di diversi cattivi che ancora sono a piede libero, incluso uno che forse in uno dei volumi precedenti ci era sfuggito, anche se vedendo le condizioni in cui sarà ridotto è possibile che non avremo voglia di infierire ancora su di lui. Anche se il libro comunque ci darà la possibilità di vendicarci lo stesso.
Avremo anche la possibilità di incontrare ancora la seducente Foxglove, che però sarà caratterizzata come un'avversaria, senza grande ambiguità. Anche se all'inizio, se l'avremmo portata con noi nel sesto volume, potrà anche fornirci un oggetto utile. In seguito però sarà caratterizzata assolutamente come una cattiva e un'avversaria, in parziale contrasto con i volumi precedenti, anche se sarà chiaro che non avrà proprio il completo controllo delle sue azioni a causa della maledizione della vedova nera.
Personalmente avrei preferito un trattamento più ambiguo della sua figura, come nel quarto volume. Walters ha anche dichiarato che alcune decisioni sono state prese per motivi di spazio, perché non poteva fare un volume con più di tante pagine. Soprattutto in questo caso avrebbe voluto dare più opzioni, anche durante l'incontro con un altro villain proveniente dai volumi precedenti della saga, però non l'ha fatto per questo motivo.
In seguito avremo l'opportunità di intraprendere una sorta di viaggio onirico o viaggio spirituale per riuscire a fuggire dal Rift, in cui incontreremo le ombre (o le anime, mettetela come preferite) di molti degli avversari che abbiamo sconfitto nei volumi precedenti. Questo è un omaggio di Walters a tutta la serie, che tutto sommato non è sgradevole; c'è anche una meccanica particolare per il combattimento "astrale".
Però, personalmente, al posto di questa sezione avrei preferito più esplorazione del Rift, con l'espansione di questa parte così particolare dell'ambientazione.
L'ultima parte sarà il ritorno alla nostra città, dove scopriremo che le cose, nel frattempo, sono cambiate in peggio. Di nuovo dovremo vedercela con una brutta situazione, in cui molti dei nostri sudditi probabilmente non crederanno alla nostra versione dei fatti. Dovremo di nuovo recuperare alleati e cercare di convincere i diversi personaggi a stare dalla nostra parte.
Avremo però un aiuto inaspettato, perché a un certo punto si presenterà una giovane dai cappelli rossi, proveniente dalla città di Serakub, che si rivelerà niente meno che nostra cugina. Questa ragazza, di nome Csaki, dotata di capacità molto utili per aiutarci nella nostra missione, ci accompagnerà nell'infiltrazione del palazzo, caratterizzata da pericoli e duri combattimenti, che culminerà nello scontro con un inatteso boss finale. Quest'ultimo non sarà l'avversario più forte che avremo mai affrontato durante le nostre avventure; però sarà estremamente pericoloso, anche considerando tutte le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare nel resto del libro e, in particolare, in quest'ultima parte.
Redentore è un bel librogame, realizzato decisamente bene. Sono presenti vari percorsi in tutte e tre le parti del libro, in particolare nella prima e nella terza, e sicuramente si presta a varie riletture. Come detto in precedenza, rivedremo moltissimi personaggi che abbiamo incontrato nei precedenti volumi della serie, sia avversari che alleati e ciò potrà fare piacere a chi ha letto tutta la saga.
In alcune altre recensioni è stato scritto che la difficoltà del libro non è a livello dei volumi precedenti, ma la mia impressione è stata comunque quella di una difficoltà alta. Magari non punitiva come quella del secondo o quarto volume, però comunque non indifferente, sicuramente è molto difficile completare il libro alla prima lettura. Mi ha fatto molto piacere vedere che c'è la possibilità di aumentare almeno uno dei propri punteggi, che restituisce il senso di avanzamento e miglioramento del personaggio che c'è stato per i primi tre volumi.
Se arriveremo in fondo al libro, saremo gratificati da una bella riflessione sull'amicizia. Finalmente un po' di tregua per Avenger!
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